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La Vinificazione e l'Affinamento

 
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Una volta in cantina: rigore e attenzione al dettaglio

I grappoli del Masseto vengono sottoposti a una doppia selezione, prima e dopo la diraspatura. In pratica ogni singolo acino è controllato con attenzione mentre avanza lentamente sul tavolo di cernita e viene scartato se non è perfetto per proseguire verso le vasche di fermentazione. A questo punto l’uva prosegue nelle cuverie, dove la tecnologia più avanzata dell’acciaio unisce le sue forze con la tradizione del legno. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox di ultima generazione che permettono un perfetto controllo della temperatura. Durante questa fase, l’avanzamento della fermentazione in ciascun serbatoio, che rappresenta un determinato appezzamento del vigneto, viene seguita metodicamente grazie ad assaggi giornalieri.

“Queste vinificazioni “su misura” ci permettono di controllare e assicurare che ogni singola porzione o appezzamento del vigneto del Masseto esprima nel modo più fedele possibile il suo carattere: il potere e la struttura del “Masseto Centrale”, il più raffinato, il carattere più spigoloso del “Masseto Alto”, e la morbidezza e il calore del “Masseto Junior”.

A questo scopo, le temperature di fermentazione, il numero di rimontaggi, e anche la durata della macerazione sulle bucce possono cambiare da un vino base all’altro e da un anno all’altro,”
commenta l’enologo Axel Heinz.


Quando l’invecchiamento è molto più di un’attesa

Dopo la loro nascita nelle vasche, i diversi vini base inizieranno il loro invecchiamento separatamente in barrique. Anche questo è un momento di scelta per quanto riguarda la durata dell’invecchiamento: il legno può dominare, nascondere o anche trasformare un vino, oppure può essere funzionale a esso, rispettandolo e valorizzando la sua personalità. Quale legno può esprimere e rispettare meglio il carattere del Masseto? Per prima cosa cerchiamo rovere della grana più fine possibile, necessariamente proveniente dalla foresta del Massiccio Centrale in Francia. Poi vogliamo una media tostatura, per rispettare appieno l’incantevole fruttato del Masseto e valorizzare sia la sua struttura che l’eleganza.

Quando il Masseto diventa Masseto. Passione, gusto e poesia dell’enologo.

In seguito arriverà il momento cruciale quando le differenti basi dovranno essere assemblate per comporre il Masseto. Questa è probabilmente la decisione più importante ed emozionante che l’enologo, Axel Heinz, possa fare. L’obiettivo è esprimere al tempo stesso l’inconfondibile personalità del Masseto e il carattere specifico dell’annata; combinare armonicamente le tante sfaccettature date da ogni appezzamento e riflettere sia l’essenza del terroir che quella della particolare vendemmia. È come scrivere un nuovo capitolo dello stesso libro, o comporre un nuovo concerto per lo stesso autore: una creazione che avviene sempre con lo stesso spirito. Non è di certo un compito facile, ma quanto è affascinante e coinvolgente! Basta pensare alle aspettative degli appassionati del Masseto, a quello che penseranno di questa nuova interpretazione di un carattere che riconoscono e hanno imparato ad amare, e che, speriamo, acclameranno anche in questa annata.

“Non tutti i vini base che nascono nel vigneto del Masseto sono all’altezza del nome”, dice l’enologo Axel Heinz, che, continua "La decisione di scartarli può dipendere o dalle performance deludenti durante le successive degustazioni, o, più semplicemente, dal fatto che non sono del tutto in armonia con gli altri vini base che abbiamo selezionato."

E poi ancora pazienza, e, di nuovo, ancora attenzione...

Dopo il blend, il Masseto torna nelle barrique per un secondo anno di maturazione durante il quale viene disturbato il meno possibile. Solo controlli periodici.
Lasciamo al tempo la possibilità di perfezionare il lavoro dell’uomo!
Un’ulteriore decisione, tuttavia, va presa prima dell’imbottigliamento: chiarificare o no, il vino?
È necessario ammorbidire un po’ la ruvidità dei tannini?

A volte sì, ma non se questo pregiudicherà l’equilibrio. Ciò che ci importa, in questo caso, è preservare il più possibile l’ampia e ricca personalità del Masseto.
E, anche in questo caso, la decisione è sempre fatta dallo stesso vino, e solo dopo altre degustazioni! Il vino, infine, raggiunge la linea d’imbottigliamento in cui la velocità permette di assicurare una qualità uniforme, dalla prima all’ultima bottiglia.
Dall’inizio della vendemmia fino all’uscita del Masseto passano tre anni molto intensi, scanditi dal rispetto per la natura e per il tempo, dall’attenzione costante e ossessiva, e da decisioni prese con grande cognizione e attenzione.
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